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Laviamo i panni sporchi in casa...loro.


In passato vi avevamo chiesto una mano a costruire una lavanderia industriale per i bisogni dei migranti del campo di Lipa. L'abbiamo realizzata.
Siamo andati di persona a visitare la lavanderia che va, fortunatamente, a pieno regime. Questa dista alcuni km. dai campi di rifugiati che vengono raggiunti con furgoni per il trasporto degli indumenti prima sporchi e poi puliti.
Avere vestiti e lenzuola pulite sono un prerequisito per il mantenimento dell'igiene e, grazie a questo intervento, la scabbia s'è notevolmente ridotta nei campi profughi. Parimenti s'è ridotta la necessità di avere una fornitura di vestiti nuovi e puliti e biancheria da letto e asciugamani da bagno.
Anche il servizio di lavanderia, come le cucine o il refettorio o i corsi di lingua, vedono lavorare assieme nei diversi campi profughi a confine con l'Europa la Croce Rossa della città di Bihać, Caritas e Ipsia.
Il costo dell'energia per la lavanderia industriale, il trasporto, la manutenzione e la mano d'opera per i prossimi 6 mesi sono di 30.000 euro. E come rete di associazioni partner della campagna - Diocesi, Ipsia (Acli), Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa/CCI, Forum Trentino per la Pace, CNCA, Movimento dei Focolari - siamo a chiedervi un ulteriore mano confidando sulla vostra generosità.

Per questo progetto servono 5.000 euro al mese. Insieme si può.

 

Per contribuire, con la causale PROGETTO BALCANI:
Opera Diocesana Pastorale Missionaria

Cassa Rurale Alto Garda

IBAN: IT 28 J 08016 05603 000033300338.

Conto corrente postale n. 13870381.
 

Nella pagina Eventi e su YouTube è disponibile la registrazione dell’evento “lancio” della campagna , con gli
interventi, tra gli altri, dell’ex-ambasciatore d'Italia a Sarajevo, Nicola Minasi e dei
volontari attivi sul campo. A sostegno della campagna “Cambiamo rotta!” è stato realizzato
anche un video-reportage per la regia del giornalista-videomaker Paolo Martino,
collaboratore di OBC Transeuropa/CCI.

Avviata nel maggio scorso per iniziativa di una rete compatta di sei diverse realtà (Diocesi di Trento, Ipsia-Acli, Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa/CCI, Forum Trentino per la Pace, CNCA, Movimento dei Focolari), viene rilanciata ora con forza in Trentino la campagna “Cambiamo rotta!” che punta a richiamare l’attenzione sulla situazione dei migranti in viaggio sulla rotta balcanica, nel tentativo, per lo più vano, di raggiungere l’Europa, ai cui confini vengono inesorabilmente respinti. Una tragedia umanitaria che si consuma alle porte del Vecchio Continente, con l’aggravante di una chiara strategia politica portata avanti nella pressoché generale indifferenza, come documentano anche le immagini di queste ultime settimane dai confini polacchi. Un dramma accentuato dalla situazione afghana, con la fuga dal Paese tornato in mano ai Talebani.

Sulla rotta balcanica vi sono soprattutto famiglie con minori al seguito. Nei primi otto mesi del 2021 (secondo dati ufficiali UNHCR) sono quasi 12 mila i profughi entrati nella sola Bosnia Erzegovina, di cui il 30% afghani, seguiti da pakistani e iracheni.

I migranti/richiedenti asilo, accolti nei centri di transito/accoglienza in Bosnia, a fine agosto erano poco meno di tremila, ma si calcola che quasi duemila persone vivano al di fuori, negli squat e soprattutto in prossimità dei confini.

Dal gennaio del 2018, sempre secondo l’UNHCR, si sono registrate 81mila persone transitate in Bosnia Erzegovina attraverso la rotta balcanica.

La campagna “Cambiamo Rotta!” si era posta, al momento del lancio, nel maggio scorso, un obiettivo prioritario: raccogliere fondi per sostenere l’attività di accoglienza in particolare nel campo profughi di Lipa (BiH), dove operano anche volontari trentini, coordinati da Ipsia.  A fine settembre erano stati donati oltre 33mila euro, trentamila dei quali già inviati per la realizzazione di una lavanderia, fondamentale per garantire un’igiene basilare e scongiurare la diffusione della scabbia. La lavanderia è stata inaugurata nelle scorse settimane a Bihać (negli spazi della Croce Rossa) ed è a servizio dei migranti del campo di Lipa, ma anche della popolazione bosniaca in situazione di povertà. Il progetto per ora è finanziato sino a marzo 2022, con copertura dei costi di funzionamento e del personale locale impegnato.

Ma la campagna non s’arresta e rilancia. L’approssimarsi dell’inverno renderà più difficili le condizioni di queste persone in transito e accolte nei campi. Tutti ricordano le immagini dei profughi in fila, al gelo, in strutture inadeguate o danneggiate da eventi imprevisti, come l’incendio che lo scorso anno distrusse la maggior parte dei tendoni del campo di Lipa.

Prossimo obiettivo di “Cambiamo Rotta!” è dare sostegno al progetto delle cucine collettive a Lipa. Ai migranti viene data infatti la possibilità di cucinare, seppure su bracieri e fuochi da campo. Le organizzazioni umanitarie (Ipsia in particolare) si impegnano dal canto loro ad approvvigionare la legna per le cucine e organizzare momenti di comunità legati al cibo.  Esso diviene così veicolo di emancipazione (poter cucinare secondo le proprie tradizioni e gusti) e di conoscenza reciproca, in ambienti riscaldati e dunque un po’ più accoglienti in vista del rigore invernale.

Per questo progetto servono poco meno di 4000 euro al mese per legna e le attività correlate alla cucina collettiva.

 

Su YouTube è disponibile la registrazione dell’evento “lancio” della campagna, con gli interventi, tra gli altri, dell’ex-ambasciatore d'Italia a Sarajevo, Nicola Minasi e dei volontari attivi sul campo. A sostegno della campagna “Cambiamo rotta!” è stato realizzato anche un video-reportage per la regia del giornalista-videomaker Paolo Martino, collaboratore di OBC Transeuropa/CCI.

Motivazioni e obiettivi della campagna sono illustrati anche in un volantino diffuso attraverso l’ampia rete delle realtà coinvolte nell’iniziativa.

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